Gocce di luce biancastra l’ipnosi
cade a sbiadire tra i torbidi oceani
dove il rimorso creduto annegato
fonde le voci di sette sirene.
Terre d’esilio riguardo apparire e
bere da un filtro di tenebra ondosa:
isole dove la nebbia mi acceca
gravi scavalcano il pigro orizzonte.
Chi salpa in viaggio con l’arca di cera
vende i suoi giorni alle amare derive
incatenato ad inutili attese.
Pietre tombali votate al silenzio
fate vibrare quei nomi scolpiti.
L’aria deserta li spinga lontano.