Disperdi adesso quell’ombra gelida
tu che ne hai visti i fondali nascosti:
dacci i diademi delle sue lacrime e
strette catene da cingere in vita;
offrici il seno del più amaro latte
dove lo spirito ingordo si anneghi.
Bella sei tu quanto basta a piegarci
sotto quel vento dal vortice scuro.
E se felice ti rende l’affanno
che soffia dentro gli estremi rimorsi
prendi le braccia che ancora tendiamo.
Lento c’è un buio che avvolge le stanze:
chiudo sicuro le porte pesanti
e della bocca tua drogo la notte.